Uniti e solidali nel difendere uno spazio di dignità, capace di salvare vite e umanità.
Il rapporto febbraio 2026 di Medu, presente nella Piana di Gioia Tauro da 13 anni, racconta due mesi di intervento e riafferma ancora una volta la “persistente condizione di precarietà sociale e abitativa”, e “la cronicizzazione della marginalità” dei braccianti in quei territori.
Da una parte, rispetto alle stagioni precedenti è aumentato ricorso alla formalizzazione dei contratti pur in una stagione più breve a causa di una minore resa produttiva dovuta alla siccità dell’anno scorso.
Ma d’altra parte la tendopoli rappresenta ancora la “soluzione” abitativa.
Medu vi ha registrato “oltre a una presenza sempre più numerosa di persone con dipendenza da alcool o da sostanze stupefacenti e di cittadini stranieri con disagio psichico, anche un aumento della presenza di persone segnate dal fallimento del Decreto Flussi”.
Ci sono infatti persone entrate regolarmente in Italia le quali non sono riuscite a completare la procedura di assunzione. Si tratta delle estreme conseguenze di un meccanismo che produce irregolarità, truffe e sfruttamento come evidenziato dal Quarto Rapporto di Monitoraggio sugli Ingressi per Lavoro di Ero Straniero e da tante voci – di sindacati, imprenditori, operatori – che abbiamo raccolto anche in Piemonte.
Un observatorio de la in-movibilidad humana
Tra ottobre 2025 e febbraio 2026 si è costruita una rete di dialogo e collaborazione con organizzazioni non governative, associazioni, istituzioni accademiche che ha portato a un costruttivo scambio di esperienze e di informazioni sulle frontiere sud e nord del Messico.
Nel mese di febbraio abbiamo svolto attività di osservazione sul terreno a Tapachula e sul Rio Suchiate. Abbiamo visitato due Albergues: Belen e Hospitalidad y solidaridad.
Abbiamo potuto incontrare volontari e coordinatori di diverse associazioni che intervengono in loco a lato dei migranti: il Fray Mathias, SMR, Chirla, JRS.
Si sono stabilite relazioni di collaborazione con centri di ricerca al Sud e al Nord di Messico, in particolare con el Observatorio de Movilidades y territorio – Laboratorio de Intervenciones Transfronterizas (OMT-LIT); El Colegio de Chihuahua, la UACJ.

Rio Suchiate

Scheda di approfondimento: Cuadernos de conjuntura
La regione del Sud-Est messicano: raffronto di contesti migratori nei diversi stati
Violenza estrema: desaparecidos
Violenza e intimidazioni contro associazioni e attivisti

Appunti per una cartografia di nuovi scenari migratori
1. Stati di turbolenza e rimpatri
2. Crucialità del territorio messicano
3. Uno sguardo su una decade di migrazioni
4. Le frontiere, uno sguardo verso meridione
5. Chiapas, crocevia di migrazioni
6. Tapachula, prigione e snodo di transito (vedi anche qui)
A Zavidovići, in Bosnia, nella sala della Dom Kulture recentemente restaurata, il 6 dicembre si è svolta l’inaugurazione della mostra fotografica Trent’anni di Bosnia. Un paradigma della contemporaneità.
Un evento di “restituzione” al territorio e alle persone, e una bella esperienza di incontro di generi, classi sociali, appartenenze nazionali.

Qui il video E in modo diverso il sole splenderà e la pioggia verrà giù.





“I nuovi strumenti guidati dall’IA applicati ai processi migratori – analisi predittiva, database biometrici e sorveglianza automatizzata – pongono problemi legali, politici, etici.
Incorporando i pregiudizi esistenti in sistemi apparentemente neutrali, l’IA rafforza l’esclusione razziale e normalizza il monitoraggio costante”.
L’articolo esamina le radici storiche, l’emergenza tecnologica e le conseguenze socio-politiche del ruolo dell’IA nella criminalizzazione delle frontiere in Europa, in continuità con quanto OnBorders da tempo segnala.

12-13-14 Dicembre 2025, Roma

Lo scritto etnografico e le interviste raccolte sono parte di un intervento pluriannuale di Onborders sulle frontiere americane.
Un altro esperimento di scrittura di un giornale delle rotte, dei cammini e delle frontiere che unisce la voce diretta dei protagonisti, le immagini e le riflessioni che cercano di costruire dibattito e comprensione criticamente descolonizzati.
Intervista a Ranz
Hay una historia valiosa para nosotros
El matriarcato y la historia de Mistica
Il 3 novembre, un articolo apparso su Il Manifesto aggiorna e conferma quanto abbiamo scritto nei mesi scorsi:
– a San Ferdinando i braccianti, per ora circa 250, ma il numero crescerà di molto nelle prossime settimane, vivono ancora nella tendopoli, senza servizi essenziali
– varie organizzazioni tentano di fornire sostegno: pasti caldi, passaggi in auto, consulenza burocratico amministrativa, visite mediche, supporto legale
– nonostante l’inserimento del comune di San Ferdinando nel decreto «Caivano bis» dello scorso anno, che ha stanziato fondi per il superamento – il termine è ricorrente – della tendopoli stessa, la situazione è stagnante
– ci vorrà ancora tempo prima di concludere la sola fase progettuale di un piano che prevede la costruzione di “un altro insediamento nelle campagne della zona: una serie di moduli abitativi dignitosi e, accanto, un terreno di tre ettari confiscato alla ‘ndrangheta in cui, in una cooperativa creata ad hoc, lavoreranno gli stessi migranti”.
– ma non sarà, se ci sarà, una soluzione per tutti.