DATI PERSONALI e PIANI FRONTEX

Il lavoro di giornalismo investigativo e di analisi critica svolto da StateWach fornisce preziosi elementi di conoscenza.

Qui si può leggere il rapporto che analizza le nuove regole che disciplinano Europol, entrate in vigore alla fine di giugno. Esse ampliano enormemente i compiti e i poteri dell’agenzia di polizia dell’UE, riducendo al contempo il controllo esterno delle sue operazioni di trattamento dei dati e la protezione dei diritti delle persone.

Nell’ “Osservatorio Frontex”si trovano inoltre molti documenti sul controverso piano di Frontex di espandere l’uso dei dati personali per combattere il terrorismo e la “criminalità transfrontaliera”. Mentre la Commissione europea vuole avviare negoziati con Serbia, Montenegro, Bosnia e Albania in modo che Frontex possa estendere la sua zona di operazioni. Il rafforzamento degli accordi dell’UE con gli Stati balcanici consentirà di dispiegare le guardie di frontiera dell’UE alle frontiere non UE. Ad esempio tra Bosnia e Serbia o tra Serbia e Montenegro. È già stato firmato un accordo con la Macedonia del Nord.

Qui la  presentazione di Frontex sul quadro di cooperazione nei Balcani occidentali.

TUNISIA, UN PAESE NON SICURO

Contenimento ed esternalizzazione delle persone in movimento nel paese nord africano

di William Bonapace

Colloquio on line per il seminario “Il Gorgo. Guerre, crisi ambientali e Stati falliti”, che si è tenuto all’interno del Festival della Non Violenza a Torino nel mese di ottobre, con 3 giovani studiosi: Luca Ramello, Valentina Lomaglio e Riccardo Biggi, che hanno svolto uno studio sul campo nella città di Zarzis nel sud della Tunisia nella prima metà del 2022.

Nel corso degli ultimi anni il numero di arrivi via mare verso le coste italiane e le intercettazioni a largo delle coste tunisine di migranti provenienti dalla Tunisia, di nazionalità sia tunisina che africana sub sahariana, è cresciuto esponenzialmente con un aumento del 385% rispetto al 2019.

Il gorgo: guerre, crisi ambientali e “Stati Falliti”

Incontro svolto il 1 Ottobre 2022 | Centro Studi Sereno Regis, Torino.


Video dell’incontro

La frontiera alpina del nord ovest

di Piero Gorza

Ritornare al soggetto vuol dire cambiare prospettiva e, per essere più chiari, vuol dire capovolgerla e prendere in considerazione le persone, le loro vite, i loro desideri e le loro sofferenze, ovvero quel modo in cui ci si costruisce come persone. Una geografia delle emozioni e delle relazioni, risultato di un dialogo tra soggetti, è pertanto una scrittura su come un popolo in viaggio abita il cammino attraversando molteplici terre, e su come cammino e geografie antropiche rimodellino le persone. Per poter seguire queste indicazioni di rotta epistemologica abbiamo concentrato l’attenzione sull’ascolto, il dialogo e la raccolta di memorie.

Oulx crocevia di rotte e cammini

UNO SGUARDO SULLA FRONTIERA ALPINA DEL NORDOVEST

a cura di: Piero Gorza, Rita Moschella

Il testo è una radiografia documentata della frontiera alpina del Nord Ovest Italiano, risultato di un impegno costante pluri-annuale a Oulx tra e insieme alle persone in cammino.
Ripropone letture che pongono l’accento su alcuni elementi:

  • la necessità prospettica di una lettura longitudinale e comparata delle frontiere
  • l’attenzione verso il soggetto in cammino
  • la funzione antropopoietica del viaggio.

Ads di TikTok, smuggling ed emigrazione albanese

Un articolo che racconta di un incremento degli ads su tiktok di offerte rivolte a migranti albanesi per attraversare illegalmente il Canale della Manica alla volta dell’ Inghilterra.

Quelli riportati da Balkan Insight sono dati interessanti che ci portano a riconsiderare la caratteristica dello smuggling come fenomeno « sommerso » e spesso reputato invisibile, come se si dispiegasse solo attraverso canali paralleli, e invece…

Abitare il cammino: Un’analisi longitudinale delle configurazioni familiari tra le persone in transito lungo il confine italo-francese

di Piero Gorza, Nicola Montagna, Rita Moschella, Maria Perino,

In questo working paper intendiamo soffermarci sulle relazioni intergenerazionali e di genere plasmate dal viaggio e dalle pratiche di bordering, su come si producono e si trasformano le varie configurazioni sociali, secondo una prospettiva longitudinale che ha seguito il cammino delle persone migranti.

I confini e le pratiche di bordering hanno un impatto antropopoietico nell’incontro e nelle temporalità dei percorsi, che sono tutt’altro che lineari e possono variare, mediamente, dai due ai sei anni. Durante questo periodo di mobilità forzata e sradicamento protratto (protracted displacement), fatto di improvvise accelerazioni e lunghe soste, le persone migranti camminano, fanno figli, crescono, si trasformano.

Vogliamo evidenziare come in questi processi trasformativi che accompagnano il cammino anche le configurazioni delle reti parentali e quelle amicali subiscano profondi cambiamenti e vengano costruite domesticità originali, sia come strategie per sfuggire ai controlli dei confini e quindi proseguire il viaggio, sia come sostegno reciproco.

Rapporto dalla frontiera alpina nord occidentale

Report redatto dal team di Medici per i Diritti Umani (MEDU): Piero Gorza, Rita Moschella e Beatrice Pasquale

Il 2021 è stato in Alta Val di Susa, al confine alpino con la Francia, un anno caotico, complesso, sempre giocato sul filo dell’emergenza. I flussi migratori sono testimoni di una pressione crescente sulla frontiera: 15.000 passaggi in accoglienza presso il rifugio “Fraternità Massi”, 10.000 persone che hanno tentato di varcare il confine, tra cui 400 famiglie e 800 minori, la metà non accompagnati. Dopo un temporaneo rallentamento nel 2020, il trend è tornato in costante crescita e nell’ottobre 2021 ha toccato il proprio apice con 1600 presenze in un solo mese, la stragrande maggioranza provenienti dalla rotta balcanica. Non solo afghani, iraniani, curdi delle diverse entità, ma anche magrebini e sub sahariani. Per tutti, l’arrivo sulle Alpi è stato preceduto da un viaggio di anni fatto di campi istituzionali e informali, soste obbligate, tentativi plurimi di varcare i confini. Questo procedere per salti, alternando pause forzate a trasferimenti sempre incerti e rischiosi, è fonte di ansie, di vessazioni, inumanità patite in ogni dove e di un dilatarsi dell’investimento economico. Le violazioni dei diritti umani fondamentali costituiscono una costante di questa Odissea, sono cicatrici scritte sui corpi e nella mente.

The death of Blessing Matthews. A counter-investigation on violence at the alpine frontier

Border Forensics è un’organizzazione che utilizza metodi innovativi di analisi spaziale e visiva. Indaga la violenza dei confini lavorando in collaborazione con le persone migranti, attivisti e operatori, “per promuovere e difendere dignità e diritti dei migranti e favorire la mobility justice”.

L’inchiesta sulla morte nel 2018 di Blessing, giovane donna nigeriana, si colloca in un’ampia ricostruzione dei decessi avvenuti dal 2015 nelle zone Alpine al confine tra Francia e Italia.

Un anno sul versante nord-occidentale: la frontiera. Non solo numeri: persone

Il tempo del viaggio e la sua geografia sono elementi che non possono essere analizzati indipendentemente dall’esperienza di chi cammina. E il viaggio spesso non è un né un qui e ora, né un prima e un dopo, né un contesto o un altro. Così come l’esperienza che si vive non è racchiusa al suo interno, ma è un “farsi” che modella orizzonti, corpi, pensieri, gesti, passati, presenti, futuri. Nel “farsi” cambiano i ruoli, le tradizioni da cui si giunge e quelle che si apprendono in cammino sono terreni di confronto, l’immaginario e l’immaginazione modellano scenari in mutamento.

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