Categoria: CONNESSIONI Page 1 of 3

Ads di TikTok, smuggling ed emigrazione albanese

Un articolo che racconta di un incremento degli ads su tiktok di offerte rivolte a migranti albanesi per attraversare illegalmente il Canale della Manica alla volta dell’ Inghilterra.

Quelli riportati da Balkan Insight sono dati interessanti che ci portano a riconsiderare la caratteristica dello smuggling come fenomeno « sommerso » e spesso reputato invisibile, come se si dispiegasse solo attraverso canali paralleli, e invece…

The death of Blessing Matthews. A counter-investigation on violence at the alpine frontier

Border Forensics è un’organizzazione che utilizza metodi innovativi di analisi spaziale e visiva. Indaga la violenza dei confini lavorando in collaborazione con le persone migranti, attivisti e operatori, “per promuovere e difendere dignità e diritti dei migranti e favorire la mobility justice”.

L’inchiesta sulla morte nel 2018 di Blessing, giovane donna nigeriana, si colloca in un’ampia ricostruzione dei decessi avvenuti dal 2015 nelle zone Alpine al confine tra Francia e Italia.

Ho imparato che il mio corpo appartiene a me.

INTERVISTA A SABINA TALOVIĆ

di Rita Moschella e Vesna Šćepanović

PLJEVLJA, dicembre 2021

Nell’estate 2021 abbiamo incontrato Sabina Talovic, un’attivista “di strada” – come si definisce – che collabora da trent’anni con le Donne in Nero jugoslave. Vive a Pljevlja, una piccola città “con forti influenze fasciste” del nord del Montenegro al confine con la Bosnia Erzegovina.

Minacciata, insultata, aggredita, ha continuato dai tempi della guerra nell’impegno femminista e pacifista e la sua piccola e indipendente associazione Bona Fide dal 2017 ha accolto e aiutato 10.500 persone in cammino, nella casa rifugio nata per proteggere le donne dalla violenza maschile.

Nell’intervista Sabina racconta come si è avvicinata all’attivismo politico, le violenze subite e la tenacia della lotta contro la guerra, contro la violenza di genere e contro le politiche migratorie europee.

Guerre en Ukraine: menaces à l’Est de l’Europe

Un webinar del Courrier des Balkans con

Hélène Bienvenu in Polonia

Corentin Léotard in Ungheria

Florentin Cassonnet e Laurent Geslin in Moldavia

Marion Roussey in Bosnia Erzegovina

Jean-Arnault Dérens in Serbia

Alexandre Levy in Bulgaria

Solidarity and strategic resilience: the EU facing the Ukrainian exodus

Quali fattori spiegano quella che l’ UNHCR ha definito “la crisi di rifugiati in più rapida crescita dalla seconda guerra mondiale”?

Un articolo di Ferruccio Pastore (Direttore FIERI)

Si ritorna a morire alla frontiera nord ovest delle Alpi.

Comunicato MEDU

Zavidovići città in movimento?

Report di: Sladjan Ilić, Maria Perino, Simona Sordo

Uno sguardo sui movimenti migratori e di spopolamento nella Bosnia contemporanea, a partire da una ricerca locale.

Specchi della frontiera

Alla stazione di Briançon, secondo uno dei volontari, hanno dormito stanotte circa 230 persone, forse di più, probabilmente aumenteranno nei prossimi giorni.

Ieri sera « Les Terrasses Solidaires», nuovo rifugio inaugurato questo fine settimana a Briançon, ha chiuso le sue porte. Lo spazio poteva ospitare 81 persone ma ve ne erano presenti più di 200, la situazione è preoccupante.
Domenica i volontari hanno optato per un’ azione dimostrativa, di impatto, ma allo stesso tempo di difficile lettura.

Appunti di viaggio – agosto 2021

TANTA GENTE A BIHAĆ ?

La città si adagia sul fiume Una, che quest’estate patisce, come tutti i fiumi della Bosnia, una grave siccità, e comprende al suo interno tante aree verdi che sono ristoro al caldo torrido e luogo di chiacchiera e di passeggiata. Nel parco in centro si incontrano infatti, specialmente alla sera, giovani coppie con figli piccoli, famiglie, anziani a passeggio, turisti provenienti dai paesi arabi, “internazionali”. Le donne sono velate, o completamente velate, o senza velo. La varietà e quantità delle persone che popolano le vie del centro e affollano i numerosissimi locali dipendono anche dal periodo. In agosto infatti la “diaspora” bosniaca rientra nel paese e il “turismo umanitario” insieme con le “vacanze solidali” sono ripresi dopo i mesi della pandemia. Tra le tante persone ci sono anche i single men in cammino o in cerchio sui prati. A Bihać infatti circolano giovani migranti che non accettano la segregazione nel campo di Lipa a gestione governativa – in costruzione a 20 km circa dalla città, su un altipiano completamente isolato – e che vivono negli edifici abbandonati e periodicamente sgombrati, nelle jungle nei boschi e nei prati limitrofi alla città, in condizioni degradanti.

Comunicato dalla frontiera alpina del Nord-ovest (Valle di Susa).

11 agosto 2021

I guai non dovrebbero scoppiare d’estate perché la gente è meno presente, ma i guai si possono far scoppiare volontariamente per la stessa ragione.  Di fatto la situazione in frontiera è prossima a un collasso programmato che si scarica soprattutto sui più vulnerabili.

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